Videogiochi e fumetti solo per bambini?

Ormai praticamente tutti coloro che hanno anche solo sfogliato un fumetto o provato un videogioco avranno sentito almeno una volta questa frase “Ma dai sono cose da bambini”, ma cosa c’è di veritiero in questa affermazione?

Partiamo con ordine, questo articolo si basa su un fumetto inserito nella famosa rivista La Settimana Enigmistica, nel quale si ripete per l’ennesima volta lo sbaglio di considerare videogiochi, fumetti e affini prodotti per una clientela finale che non arriva ai 10 anni, come potete vedere qui sotto.

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Io personalmente da videogiocatore dopo aver visto questa striscia fumettistica, dato che troppe volte ormai questa frase è stata utilizzata senza una base di informazioni necessarie per poterla affermare, mi sono sentito quasi offeso.

Certo molti videogiochi hanno un target finale che appunto è di bambini, ma non per questo TUTTI devono essere considerati tali, infatti molto spesso non sono alla portata di ognuno, figuriamoci per dei bambini, non per offendere ma è un dato di fatto, alcuni videogames hanno un livello di difficoltà molto elevato, che non viene indicato dalla scritta PEGI come molti genitori purtroppo credono.

Ma perchè allora così tanta gente lo pensa?

Semplice, perchè non li conoscono.

E’ davvero molto facile giudicare certe cose basandosi su pensieri sbagliati, ancora di più nel mondo dei videogames, che in Italia (come molte altre cose) è ancora un argomento taboo per molte persone.

Vi basti pensare a quante volte al telegiornale è stato colpevolizzato un videogioco per un atto violento compiuto da un bambino, e ogni volta non c’è stata una minima menzione ai genitori, così facendo si aggiungono solo altri dubbi e idee completamente sbagliate alla gente che si basa sulle notizie del TG come se fosse Vangelo.

L’altra faccia della medaglia però non viene mostrata in televisione, ovvero quella in cui viene spiegato che i videogiochi possono aiutare i ragazzi a sviluppare capacità cognitive, prontezza dei riflessi e intuito, in questo modo i genitori vedono solo come il gioco possa nuocere ai loro figli, facendo così disinformazione.

Questa era solo una piccola parentesi un po’ fuori tema, ma è servita a spiegare com’è la situazione per ora sull’argomento videogames.

Tornando al discorso principale, il fatto che i videogiochi vengano considerati solo per bambini è davvero una cosa molto stupida e sbagliata da pensare secondo me, ma d’altra parte non è tanto colpa della gente, come dicevo poc’anzi è la disinformazione che crea queste condizioni, che in molti casi non si verificherebbero se solo questi argomenti venissero trattati nel modo giusto.

Adesso vi dirò una cosa che potreste pensare assurda, ma che in realtà se pensiamo che ormai siamo nel 2015 è abbastanza noramale secondo me; in Korea alcuni tornei del famosissimo videogioco Starcraft 2, vengono trasmessi sulla televisione pubblica, un po’ come da noi per il calcio, e questo fatto secondo me vi può far capire quanto noi qui siamo ignoranti su queste cose.

Non freintendetemi, io non sto dicendo di trasmettere in TV tutti i tornei di videogiochi, ma solo magari 10 minuti al giorno qualche programma che possa aiutare la gente a capire che non sono il nemico, ma che al contrario se presi nel modo giusto possono essere finalmente considerati quello che in realtà sono: passatempi.

 

 

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Thomas Casale

Sono un appassionato di tutto ciò che può rientrare nella categoria "Tecnologia", con una propensione ai videogames, e questo non è assolutamente scoppiazzato dal proprietario di questo blog, infatti io ho usato la parola videogames che ovviamente mi distingue da lui.

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