L’evoluzione delle console portatili

Se vi dico GameBoy cosa vi viene in mente?

GameBoy

Io personalmente ripenso alle giornate passate davanti a quel mini schermo da 3 pollici senza colori ma che comunque mi regalava ore e ore di divertimento, è proprio di questo che vorrei parlarvi oggi, il cambiamento che c’è stato dal GameBoy del 1990 alle console portatili che abbiamo oggi.

Sono passati appunto 25 anni da quando in Italia è stato rilasciato l’ormai leggendario GameBoy, eppure i bambini/ragazzi di oggi sembrano nemmeno ricordarselo.

Io non potrò mai dimenticare la gioia che ottenevo semplicemente premendo quei due bottoncini A e B cercando di arrivare a fine livello o di ingenuamente pensare che aiutassero nella cattura di un Pokèmon, ma d’altra parte erano tempi diversi, ora non pensate che stia per dire quella ormai famosa frase “Era meglio ai miei tempi”, perchè in fin dei conti non è proprio così.

Esatto, questo articolo sarà forse uno dei pochi contro corrente, infatti non vi dirò che prima il divertimento fosse in qualche modo “migliore”, ma vorrei solo fare una piccola considerazione su come il mondo di oggi si sia sempre più diretto su una strada che forse non accetta più i piccoli prodotti.

Di certo la Nintendo non è una piccola azienda nata da poco, con piccoli prodotti intendo un gioco che magari non ha tante animazioni o effetti speciali ma che riesce comunque a divertire chi ci gioca; basta pensare al videogioco Pokèmon che ho accennato poco fa, nel primo capitolo (perlomeno in Italia), Pokèmon Rosso, non erano presenti nemmeno i colori, figuriamoci animazioni particolari o effetti speciali, tuttavia riusciva a portare il giocatore all’interno del mondo virtuale, immergendolo in un avventura sempre pronta a sbalordirlo e divertirlo.

                     1990                                                                                  2013

charizard-pokemon-spriteXerneas

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Certo, probabilmente era anche dovuto al fatto che prima del GameBoy non erano presenti console portatili nel vero senso della parola, ma oltre a questo penso che il vero motivo per il quale ora sono quasi immancabili per ogni videogiocatore è la possibilità di giocarci con gli amici ovunque ci si trovi.

Molto spesso ci dimentichiamo perchè queste console esistano, infatti oggi ognuna è provvista di connessione ad Internet e via dicendo, ma il motivo principale era la possibilità di stare insieme agli amici e di giocare insieme a loro magari sul divano, oppure in un parco, insomma ovunque.

Vi ho detto che forse il cambiamento che c’è stato durante questi anni non è così brusco come pensiamo, credo infatti che l’evoluzione di queste console portatili sia stata non dico senza problemi ma ci è andata molto vicino, vi basti pensare a quanti chili di batterie bisognava portarsi dietro per continuare a giocare, quando oggi quelle interne alla console e ricaricabili ci facciano risparmiare tempo e soldi, ma anche al fatto che ora è possibile interagire con altri giocatori senza nemmeno conoscerli, e senza il bisogno di quei cavetti odiosi che servivano per collegare un GameBoy ad un altro.

Ormai i bambini di oggi sono in qualche modo abituati ad avere una bella grafica, animazioni quasi perfette e modelli sempre più vicini alla realtà, questo secondo me è uno dei motivi per il quale i “piccoli prodotti” di cui vi parlavo prima, stiano pian piano perdendo quella scintilla che li rendeva così emozionanti agli occhi di un bambino che al solo pensiero di possedere un GameBoy faceva salti di un metro.

Come ultima riflessione vi lascio con questa domanda : sono le console ad essersi evolute o siamo noi?

Link utili

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Thomas Casale

Sono un appassionato di tutto ciò che può rientrare nella categoria "Tecnologia", con una propensione ai videogames, e questo non è assolutamente scoppiazzato dal proprietario di questo blog, infatti io ho usato la parola videogames che ovviamente mi distingue da lui.

1 comment for “L’evoluzione delle console portatili

  1. LoadDuinoUNO
    5 settembre 2015 at 18:57

    GameBoy, che ricordi!

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